16ottobre2011: manifesto (dal verbo manifestare)

Chi siamo? Che importa?! Cosa facciamo invece, quello sì che è importante. Pensiamo, questo è sicuro. Ma soprattutto agiamo e divulghiamo il nostro pensiero che, detta così può sembrare una cosa spocchiosa, ma a pensarci bene non lo è perché il nostro pensiero lo divulghiamo attraverso internet, utilizzando un blog, non imponendoci sulle televisioni o sui giornali degli editori.

E se quello che diciamo non ti interessa, puoi non tornare più, facile, facilissimo. Se invece condividi, sei il benvenuto, puoi addirittura farci eco, oppure, meglio ancora, puoi aiutarci ad essere più chiari, arricchendo il concetto in modo esponenziale perché anche i tuoi amici ti faranno eco e così via. Proposte concrete, cerchiamo questo da te, ma anche esperienze personali, progetti, idee per far rialzare la testa a chi procede a capo chino da troppo tempo.

Il nostro punto di partenza – come molti di voi hanno capito – è la manifestazione del #15ottobre, noi ricominciamo dal giorno dopo. Quel pomeriggio a Roma molti di noi c’erano fisicamente, altri c’erano col cuore, qualcun altro non avrebbe voluto esserci perché in un attimo ha visto crollare molte certezze di una vita. In un colpo solo, grazie a una manganellata o con un sanpietrino (non importa) ha smesso di credere improvvisamente nelle manifestazioni di piazza. È questo è triste, davvero triste.

Però è fondamentale che la gente possa continuare a protestare per quello in cui crede e può farlo qui, noi offriamo asilo a chi non ha più una piazza perché è stata occupata da violenti, idioti e corrotti. Gli altri mezzi di comunicazione, anche i sedicenti giornali liberi, ci hanno fatto credere che quel giorno c’erano solo facinorosi, tralasciando che almeno altre 500 mila persone sono rimaste letteralmente allibite dal fatto che una così bella affluenza fosse resa vana da quei disturbatori che hanno catturato tutta la scena, incrinando il tavolo della verità a nostro svantaggio. Se stai con quei 500 mila, allora sei nel posto giusto, se al contrario, approvi quello che è successo, dovresti fare un giro da un’altra parte. Crediamo nella possibilità di creare e condividere una rivoluzione pacifica attraverso l’uso del blog, facendo fermare le persone a riflettere e anche se dovessimo riuscirci solo per un minuto, per noi sarebbe una vittoria. Benvenuti.