Ho capito

Ho
capito che siamo tutti pronti ad essere i primi impigliati nella rete della
Legge Reale bis. Per intenderci, quella che autorizza a perquisire casa tua,
solo perchè una volta hai detto che El Pueblo, forse, è Unido, perchè hai un
casco, o perchè, come ha detto un impiegato sessantenne al mio cospetto, “tu sei
uno di quelli che appoggia i black notes”.

Ho
capito che è ora di andare oltre queste proteste. Camminare sotto i palazzi del
potere non fa più paura a queste Marie Antoniette col cerone, il viagra nel
taschino, la 50 arrotolata, “s’ils
n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche”.

D’altro
canto, ho capito che restare fermi, immobili, in attesa che accada qualcosa, non
ci porta in alcun luogo.

Omissione
di rivoluzione.

Perchè
fin ad ora, l’è stato tutto sbagliato. Ancora una volta abbiamo assistito
all’etichettatura dei collettivi, del movimento dei movimenti, fatto di
girotondini, no tav, no ponte, no stipsi, popolo viola, agenderosse, bollini
blu, cinquestelle, quattro gatti, due palle.

Seicento
portavoce, 902 punti di vista differenti, un miliardo di distinguo. E mentre si
litiga sul colore dello striscione, se gli abortisti si possano affiancare agli
scout, se i laici stoici debbano sfilare o meno con i missionari comboniani,
cantando bandiera rossa, Fossati o Cionfoli, mi sono accorto che la piazza non è
più il luogo adatto a far sentire la nostra voce. Perchè la piazza è strumento
di rottura che non fa opinione. Fine a sè stessa. Troppo aperta a
strumentalizzazioni, inquinamenti, clichè. Colorata, trascinante, ma efficace a
centrare l’obiettivo quanto una pubblicità progresso contro la droga riesce a
far smettere di fumare un ventenne di San Lorenzo.

Quattro
referendum sono passati per merito di semplici cittadini, che non hanno
incendiato una Volvo per far capire il valore di un bene pubblico, né lanciato
una transenna per motivare il no alla centrale nucleare vicina al Baby Club La
Sirenetta. Né, tantomeno, grazie all’impegno dei partiti politici.

Si
lotta contro un potere che condiziona anche l’informazione.

Bisogna,
giocoforza, trovare altre strade.

Io
parto dal 16 ottobre.

Ho
capito.

Ettore

Annunci

Una risposta

  1. ci vuole ben altro per il bobbolo
    se hai deciso di scendere in campo, prima cerca di vincere al superenalotto
    la politica è un investimento
    perlomeno finchè il voto della gente che versa contributi all’inps ed agli altri enti assistenziali ha la stessa valenza del voto del frate, della monaca, della casalinga con la televisione accesa 24 ore, del mafioso, del vecchietto dell’ospizio (costretto a votare udc), della guardia forestale assunta da mastella, etc..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...