Octobre rouge

Era il 17 ottobre 1961, lo stato francese era in piena guerra d’Algeria. È da poco che si usa la parola guerra. A scuola si leggeva “gli eventi”. I soldati poco più che diciottenni andavano a partecipare a 18 mesi forzati di “eventi”. Gli algerini presenti in Francia erano stati chiamati dal buon stato che aveva bisogno di mano d’opera a buon mercato. Vivevano in periferia, nei “bidonvilles”. L’OAS aveva deciso il terrorismo contro il FLN . Gli algerini francesi erano stati chiamati a manifestare il 17 ottobre per condannare gli atti dell’OAS. Hanno lavorato, si sono vestiti come per un matrimonio e sono scesi nelle strade nonostante il coprifuoco. Sono scesi in massa e sono stati massacrati. Sparati come conigli, buttati vivi o morti nella Senna. Cadaveri sono stati pescati fino a Le Havre. Gli altri sono stati rinchiusi senza acqua per giorni negli stadi, come al buon tempo della Parigi occupata dal terzo Reich (i funzionari erano i medesimi). I libri di storia hanno riportato 9 morti. La polizia parlava di rissa interna tra fazioni algerine. Soltanto ora si stanno rispolverando gli archivi. Sono morti in più di cento. Perché la verità non è mai dalla parte del più debole, perché il potere si deve difendere a tutti costi, ci deve essere una pugno di persone che lotti per scrivere, documentare, fare riflettere, evitare l’amalgama tra la vittima e il carnefice, il manifestante e il black bloc. Al di là di uno schieramento politico, di un articolo polemico, c’è una verità tangibile : dei morti, dei feriti, degli esseri umani, dei sopravvissuti che costituiscono la memoria della nostra storia.  Sarebbe troppo comodo chiudere gli occhi, invocare il destino ed accontentarsi delle versioni ufficiali nei manuali scolastici.

Il 16 ottobre 2010, durante le grande manifestazioni unitarie a Parigi, il web ci permette di mettere in luce la verità su alcune leggende metropolitane : una buona percentuale dei “casseurs” erano in realtà poliziotti infiltrati.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...